Apulia

Luce spande e scrolla semi sotto i rami degli ulivi,

spunta e tremola il papavero,

l’olio afferra e incenerisce,

e la luce mai s’estingue.

 

Rullo nelle città‑grotta, rullo senza sosta alcuna,

pane bianco e labbra nere,

bimbi nelle mangiatoie

vanno in pasto a mosche in sciame.

 

Se nel giorno troglodita luce agreste si portasse,

il papavero dai lumi fumerebbe e in sonno affanno

tutto lo consumerebbe.

 

Desti asini condurrebbero otri d’acqua nel paese,

corde mani intreccerebbero, vetro e perle alle pareti –

uscio in abito sonante.

 

Le madonne allatterebbero ed il bufalo berrebbe,

con il fumo tra le corna,

basterebbero i regali,

pesce, agnello e uova di serpente.

 

Mole infine i frutti frangono e le brocche son bruciate.

Olio scorre ad occhi aperti,

ebbro muore anche il papavero

da tarantole travolto.

Jolanda Leccese

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