AL FEMMINILE IL PERCORSO DELLA STORIA

OTTOBRE 2009 – PIOVONO LIBRI

Biblioteca Comunale P. Acclavio, Taranto

È passata molta acqua sotto i ponti da quando, nel lontano 1989, veniva istituito presso l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, il Comitato Pari Opportunità.

Per la prima volta nuove presenze femminili e la proposta culturale e politica della tematica di genere entravano nelle amministrazioni nazionali e locali, grazie alla formazione di organismi di Pari Opportunità presso Ministeri, Regioni, enti locali e aziende.

In particolare, per quel che riguarda le scuole ci furono iniziative che, benché vissute all’interno di forti contraddizioni, miravano all’adozione di una prospettiva culturale ed educativa che ponesse al centro della propria attenzione i soggetti, docenti e discenti, non come soggetti neutri, bensì sessuati, portatori, quindi, di storie, esperienze, sapienze differenti.

A sollecitare e indicare la centralità della prospettiva e cultura di genere nella scuola intervenne anche la legge 30/2000 nell’ambito del Programma quinquennale elaborato dalla Commissione De Mauro.

Oggi la tematica delle Pari Opportunità appare definitivamente inghiottita dall’indifferenza, anzi dal silenzio totale, del Ministero della Pubblica Istruzione, nonché fortemente minacciata dall’ondata anti-femminile e reazionaria del nostro tempo.

Al silenzio del Ministero, ecco che si oppone la voce di una Istituzione, quella del Comune di Taranto, nella persona dell’Assessore alle Politiche Culturali ed Educative-Pari Opportunità: la prof.ssa Angela Mignogna.

Fra le tante iniziative, fortemente sostenute dall’Assessorato, segnaliamo quella rivolta alle scuole, finalizzata a mettere in rilievo presenze femminili portatrici di valori e di ricchezza di cultura in diversi campi.

Al femminile il percorso della storia”, è questo il titolo di un progetto ideato dalla dr.ssa Maria Pavone della Biblioteca Comunale “P. Acclavio” di Taranto, con il coordinamento del Direttore, nell’ambito della manifestazione “Ottobre 2009 – Piovono Libri”.

Con esso si è voluto presentare al pubblico la concretezza del lavoro di tante donne, non per parlare di una storia a sé stante ma per costruire, o ricostruire, la memoria di una tradizione culturale femminile troppe volte spezzata e dispersa. Una tradizione che le ragazze di oggi, che pur hanno acquisito il diritto di studiare, lavorare, scrivere romanzi porno, fare il soldato, non sanno di avere alle spalle. Anche perché, forse, nessuno ne ha mai parlato.

L’iniziativa, opportunamente inserita nella rete degli Istituti Superiori della città e nell’ambito delle attività della Biblioteca Comunale (dove rete non significa web ma collegamento tra diverse realtà), è stata un’occasione di incontri e di scambi tra persone e mondi diversi grazie al contributo di collaboratori operanti al di là dei ruoli formali: editori, fotografi, rappresentanti del Gruppo di lettura, Leggere-Leggersi, che da anni svolge la sua attività presso la Biblioteca.

Luogo deputato, quindi, la Biblioteca. Non solo come luogo dedicato alla conservazione e tutela dei libri ma anche come parte attiva nel processo di sviluppo culturale del territorio. Non più, o non solo, tempio o palazzo, ma luogo aperto, agorà, nel senso che i greci le attribuivano, scommessa per l’identità stessa della città che la ospita.

Fitto il calendario di eventi che si è aperto ufficialmente, il 28 ottobre, con una mostra fotografica, ancora in corso, di figure femminili nella storia di Taranto, curata dall’editore Domenico Sellitti ed allestita dalla fotografa Giovanna Tarantino. Si tratta di una rassegna di foto di fine ‘800, primi ‘900 che ritrae donne di Taranto più o meno famose, insieme a spartiti, riviste, lettere e cartoline d’epoca.

A seguire, gli incontri con le scuole, o con chiunque sia interessato, nei quali interverranno studiose del mondo letterario e del giornalismo per raccontare esistenze femminili più o meno famose, spaziando nel campo della letteratura, della politica, dello spettacolo, del giornalismo.

Saranno presentati, testi diversificati sia per le tematiche che per il loro modo di rappresentare la realtà; testi che si pongono al di fuori di quelli proposti dal curricolo scolastico, che possono favorire, successivamente, una consuetudine alla lettura personale.

Si è ritenuto, altresì, opportuno, operare nel senso della trasversalità, affiancando alla lettura di brani dei testi presentati, documentari, filmati d’epoca, diapositive, per fornire spunti di contestualizzazione più ampia degli argomenti trattati (è a disposizione, per chi fosse interessato, un CD-R).

Il primo incontro è stato dedicato ad Ipazia, la scienziata alessandrina vissuta tra il IV e V sec. d.C., una figura dimenticata dalla cultura ufficiale.

In onore di questa scienziata, per l’anno internazionale UNESCO dell’ASTRONOMIA, 2009, è stato proposto un Percorso di Ricerca dal titolo “Donne e Astronomia da Ipazia a oggi”.

Nella sezione dedicata alle figure femminili politicamente e socialmente impegnate, vengono delineate la vita e le opere di due importanti personaggi poco noti, se non del tutto sconosciuti:

Antonietta De Pace, rara se non unica figura di combattente dei nostri moti risorgimentali; protagonista emancipata e coraggiosa di rivolte pubbliche e private nel Sud dell’Italia borbonica.

Annamaria Mazzoni, una protagonista assoluta del movimento femminile ottocentesco che denunciò la discriminazione salariale, che reclamò la diffusione dell’istruzione professionale femminile, che rivendicò il diritto elettorale della donna e la sua partecipazione alla vita politica e civile del paese (ampie e dettagliate notizie su Antonietta De Pace e Annamaria Mazzoni verranno fornite nei successivi numeri della nostra Rivista).

La sezione dedicata alle donne dello spettacolo presenta i nomi di:

Eleonora Duse ed Anna Fougez: due donne che hanno un comune denominatore. Sono anomale, ribelli, non seguono uno scontato percorso femminile. Conquistano e interpretano con l’uso della testa e del corpo un ruolo interessante che incide sulla realtà che le circonda.

A seguire, nell’ambito della produzione letteraria, il criterio di scelta non è stato univoco ma piuttosto vario.

Tra le scrittrici che hanno operato nei primi del Novecento, si è scelto di privilegiare la vita e l’opera di:

Matilde Serao (1856-1927) e Grazia Deledda (1871-1936)

Due facce della narrativa meridionale collegata ai modi di rappresentazione di tipo naturalistico ma anche diversità di comportamenti nei rapporti con la società.

Se, infatti, la Serao ebbe un ruolo di punta, anche da giornalista, come agitatrice di problematiche sociali e culturali, attenta alle condizioni di vita delle classi povere, la Deledda (Nobel nel 1926), preferì concentrarsi in una problematica sentimentale-morale, rimanendo estranea alle vicende politiche ed intellettuali del suo tempo.

Nei successivi incontri, saranno evidenziati i percorsi artistici di:

Neera (pseudonimo di Anna Radius – 1846-1918) e di Sibilla Aleramo (pseudonimo di Rina Faccio – 1876-1960).

Entrambe queste scrittrici presentano storie di donne. Ma, se le protagoniste dei romanzi di Neera fanno seguire, alla presa di coscienza della propria condizione, la rassegnazione, il ripiegamento nel proprio mondo interiore fatto di sofferenze e di sogni, in Aleramo, la protagonista di “Una donna”, infrange le regole del gioco e cerca di costruire la propria individualità in quanto persona, prima ancora che donna.

Diverse anche le scelte di vita delle due scrittrici. Alle posizioni antifemministe ed antidivorziste assunte da Neera, la Aleramo oppone la sua attività di femminista, approdando successivamente, all’antifascismo ed al comunismo.

Ad Annamaria Ortese (1914-1998), al mondo onirico, visionario, inquietante, intessuto di un inguaribile dolore esistenziale quale emerge dalla lettura dei suoi testi, sarà dedicato l’ultimo incontro del nostro Percorso della Storia al Femminile.

I lavori si concluderanno l’8 marzo con una relazione che illustrerà l’Iter storico della normativa e delle leggi relative alla Pari Opportunità.

Jolanda Leccese

per il Gruppo di Lettura Leggere-Leggersi-Amici dell’Acclavio

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