Silvana Cagnazzi

NICOBULE E PANFILA  Frammenti di storiche greche,  Edipuglia, Bari 1997, pp. 119, € 15,00

 

Scrivere storia: attività tradizionalmente maschile. Lo dimostra l’elenco degli storici greci di Jacoby in cui, tra i ben 856 storici presenti, solo tre sono donne: Nicobule, storica di Alessandro, Aristodama di Smirne, autrice di un’opera in versi sugli Etoli e la regina Zenobia di Palmira, autrice di un compendio di storia alessandrina e orientale.

Desumiamo queste notizie da un libro dato alle stampe dalla editrice EDIPUGLIA. Ne è autrice Silvana Cagnazzi, docente di Storia della Storiografia dell’Università di Bari che, grazie ad una paziente, laboriosa analisi dei testi e delle fonti, ci offre la possibilità di entrare in un fecondo laboratorio di pensiero, di conoscere, soprattutto la vita e le opere di due donne che si sono dedicate ad una attività tradizionalmente maschile: scrivere storia.

L’esiguità delle fonti storiche non scoraggia la nostra studiosa che procede formulando via via le sue ipotesi, accettando o confutando tesi di accreditati studiosi presentandole in un linguaggio che riesce ad alternare il rigore della ricerca alla piacevolezza della divulgazione.

Di Nicobule, infatti, esistono solo due frammenti che forniscono notizie sulla vita privata di Alessandro Magno, in particolare sui sontuosi banchetti a cui partecipava, ed offrono testimonianze circa la presenza di attori e la recitazione di versi da parte del re in persona. Materiale certamente troppo scarno per permettere di stabilire con esattezza il taglio ed il contenuto dell’opera di questa storica, ma utile per avanzare l’ipotesi che Nicobule sia vissuta nel IV sec. a. C., alla corte di Alessandro Magno, dove avrebbe ricoperto uno degli abituali ruoli di donne: di etera erudita o di “dama” di rango elevato al seguito di Rossane. Nicobule conosce minuti particolari sulla vita e la morte di Alessandro e li racconta con il tono fresco e disinvolto di chi prende “appunti” per un diario privato. Appunti che, sottolinea la studiosa, “sembrano d’altra parte essere molto congeniali ad una donna che li stende per se stessa (per poi leggerli in cenacoli femminili)”.

Tra gli anni in cui scrive Nicobule e quelli in cui scrive Panfila c’è un intervallo che ci conduce fino all’età neroniana: nel I sec. d. C..

Di Panfila sappiamo molto di più. Che visse, a Roma, nel I sec. d. C., che fu moglie del grammatico Socratida, che scrisse una Miscellanea di note storiche di cui restano ben dieci frammenti.

Dieci frammenti suddivisi in due sezioni che interessano un arco cronologico che spazia dal VI al V sec. a. C. e che riportano notizie storiche nonché episodi di vita di personaggi celebri: da Talete a Chilone, a Pittaco, a Socrate, ad Alcibiade.

Un territorio molto vasto che la studiosa ricostruisce ed analizza con grande perizia, attraverso il controllo e il confronto delle fonti riscattate nella loro funzionalità documentaria da commenti a tutto tondo, di una vivezza e sensibilità precise ed attente al particolare ed al generale.

Vengono così offerte al lettore molte chiavi di lettura ma anche informazioni interessanti sulla vita, il metodo di lavoro, le amicizie di Panfila, questa figura di storica “docta” la cui varietà di interessi emerge a chiare lettere. Ne scaturisce il ritratto di una donna vissuta in un ambiente colto (il padre ed il marito erano grammatici), al contatto con persone che godevano di notorietà per la loro cultura. Buona lettrice, attenta ascoltatrice delle conversazioni domestiche, alla morte del marito decide di trarre profitto dalla propria preparazione maturata nel tempo e di “mettere per iscritto le sue conoscenze in «note miscellanee» a mano a mano che «a caso» le tornavano in mente”.

Scriverà in uno stile semplice, più adatto al parlato che allo scritto. Uno stile in cui la Cagnazzi individua un modo “diverso” di raccontare, filtrato attraverso il gusto femminile della conversazione, della piacevolezza dell’intrattenimento. Una scelta programmatica che non impone l’osservanza di un ordine cronologico né la ripartizione rigorosa per argomenti e che consente alla nostra Panfila di procedere tra le sue “note”, così come “a caso” le tornavano in mente, come avviene, appunto, quando si chiacchiera tra amici.

Un libro che si segnala come prova stimolante del lavoro di ricerca di una studiosa che ha già offerto contributi di valore nell’analizzare i “volti femminili della storia”.

Jolanda Leccese

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